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Scatti di scena

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Seconda puntata

Lunedì 23 marzo alle 21:15 su Rai1

Infatti, se la miseria dei primi anni è stata attraversata da Mimmo con spirito guascone, se emigrare in Francia o in Canada per cercare il successo tra gli emigranti è stata una gavetta feroce ma sopportabile, la rottura con Franca dopo un paio d’anni rappresenta la prima sconfitta vera, una ferita dolorosa che lo porta a rimettere in discussione se stesso e le sue scelte: il sogno di diventare un divo del cinema gli appare irrealizzabile, c’è da guardare in faccia la realtà. Così, dopo aver ritrovato l’amore con Franca, Mimmo si rimbocca le maniche: si sposa, compra un appartamento a rate, accetta di puntare tutto sulla sua musica, su quelle canzoni che scrive da sempre soprattutto per se stesso.
Il mondo canoro italiano, in quel momento, è incarnato nei brani di Claudio Villa, Giorgio Consolini, Gino Latilla, Achille Togliani,  tutti lacrime, sospiri, e melodie sdolcinate. Mimmo lo rifiuta, cerca altro. La forza epica e popolare della sua musica è rivoluzionaria, antica e moderna allo stesso tempo, italiana e mediterranea assieme. E i suoi testi raccontano la vita vera, i sogni veri, e le sofferenze vere di chi subisce ingiustizie, lotta, e certe volte soccombe. Arrivano così per Mimmo i primi successi, i primi dischi incisi per la RCA, l’attenzione del pubblico. Ma si tratta per ora di un successo di critica e ‘di nicchia’: il numero dei suoi ammiratori e soprattutto di chi compra i suoi 45 giri è troppo basso e la RCA dopo due anni decide di rescindere il contratto. Siamo nel 1957, alla soglia del cosiddetto boom, la travolgente crescita economica che in un breve volgere di anni porterà l’Italia tra i grandi della scena internazionale. Messo con le spalle al muro, Mimmo invece di cedere trova una nuova casa discografica, un nuovo editore, e rilancia. Basta col dialetto, è arrivato il momento di usare la lingua italiana per gridare il diritto a sognare un futuro di nuovi colori.
Mimmo va dunque a sfidare l’establishment della melodia nel suo tempio sacro, il Festival di Sanremo. E lo fa con una canzone folle, visionaria, futurista: Nel blu dipinto di blu. La genesi di questa canzone che rivoluzionerà il mondo della musica è una meravigliosa storia, che coinvolge non solo Mimmo, ma le persone a lui più care. E il successo a Sanremo, proprio mentre Franca scopre di aspettare il suo primo figlio, è impetuoso e insperato. Un successo che non travolge solo il polveroso mondo della canzone ma diventa il simbolo di un Paese che ormai vola in alto, nel cielo della modernità. Con i milioni di copie vendute da Volare, Domenico Modugno entra così, a poco più di trent’anni, nel mito. E l’Italia, a meno di tre lustri dalla fine della tragedia bellica, riprende il posto che le spetta tra le società d’occidente.

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